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Berlusconi e le tasse : la bufala dei tagli.

Eccoci arrivati di nuovo, come alcuni anni, fà al momento in cui chi ha votato (la maggior parte se non tutti) per Berlusconi pensando veramente che fosse mosso da interessi NON PERSONALI.
Mia nonna mi diceva sempre che ognuno arriva fin dove può, riferito al fatto che la capacità di capire le cose, di farsi domande come il non farsele affatto cambia e varia da persona a persona (si lo sò, ho scoperto l' acqua calda!!), quindi è inutile star lì a pensare o scerverlarsi sul perchè, come è stato possibile, come hanno fatto tutti a cascarci?? Come hanno fatto a non rendersi conto dell' inganno perpetrato con tanta falsità e meschina malafede?
Bhè! come diceva mia nonna, ognuno arriva dove arriva!!

campagna elettorale 2008



Gennaio 2010

La caduta di berlusconi



Il torero olè!!

Schiva tutto, anzi rimanda indietro come i boomerang........ chissà che prima o poi torni tutto indietro anche a lui... sai che divertente?? vorrei assistere, ma qualcosa mi dice che anche stavolta saremo accondiscenti, remissivi ma sopratutto con le braghe abbassate.
Ho come l' impressione che l' italiano medio sia gay, ma di quelli che a tutti i costi deve far vedere che non lo è e allora usa rabbia, arroganza ed ignoranza come armi di opposizione a due o tre virtù che, da sempre, fanno più male di qualsiasi altra cosa: la verità, la giustizià ed il coraggio.

Ma mi domando e dico: come è possibile che chi lo sostiene, di destra o di sinistra, non si indegni?
Io credo che siete di destra solo quando conviene dato che, se lo foste davvero, la notte non stareste in giro, non fumereste o berreste, sempre a fare ginnastica con rigore e disciplina, non andreste nei night o a puttane e sareste CONTRO LA MAFIA E I MAFIOSI.
Che cosa siete?? mah!! un giorno forse lo saprete, nel frattempo non rompete con la vostra crisi di identità dicendo sempre cazzate, difendendo la vostra persona ritenendovi meglio degli altri.
Siete la danzante e canticchiante merda di questo mondo, come me e tutto il genere umano, perchè per quanto vi possiate sforzare si muore tutti prima o poi.

PS: VISTO CHE NON ESISTONO PIù, NON SONO DI SINISTRA E NE DI DESTRA!!!!!!!!!!!!!!!!!

La strategia della menzogna

Pubblico quest' articolo giusto perchè mi piace:

di EZIO MAURO

POICHE' la sua struttura privata di disinformazione è momentaneamente impegnata ad uccidere mediaticamente il direttore di "Avvenire", colpevole di avergli rivolto qualche critica in pubblico (lanciando così un doppio avvertimento alla Chiesa perché si allinei e ai direttori dei giornali perché righino dritto, tenendosi alla larga da certe questioni e dai guai che possono derivarne) il Presidente del Consiglio si è occupato personalmente ieri di "Repubblica": e lo ha fatto durante il vertice europeo di Danzica per ricordare l'inizio della Seconda guerra mondiale, dimostrando che l'ossessione per il nostro giornale e le sue inchieste lo insegue dovunque vada, anche all'estero, e lo sovrasta persino durante gli impegni internazionali di governo, rivelando un'ansia che sta diventando angoscia.

L'opinione pubblica europea (ben più di quella italiana, che vive immersa nella realtà artefatta di una televisione al guinzaglio, dove si nascondono le notizie) conosce l'ultima mossa del Cavaliere, cioè la decisione di portare in tribunale le dieci domande che "Repubblica" gli rivolge da mesi. Presentata come attacco, e attacco finale, questa mossa è in realtà un tentativo disperato di difesa.

Non potendo rispondere a queste domande, se non con menzogne patenti, il Capo del governo chiede ai giudici di cancellarle, fermando il lavoro d'inchiesta che le ha prodotte. È il primo caso al mondo di un leader che ha paura delle domande, al punto da denunciarle in tribunale.

Poiché l'eco internazionale di questo attacco alla funzione della stampa in democrazia lo ha frastornato, aggiungendo ad una battaglia di verità contro le menzogne del potere una battaglia di libertà, per il diritto dei giornali ad indagare e il diritto dei cittadini a conoscere, ieri il Premier ha provato a cambiare gioco. Lui sarebbe pronto a rispondere anche subito se le domande non fossero "insolenti, offensive e diffamanti" e fossero poste in altro modo e soprattutto da un altro giornale. Perché "Repubblica" è "un super partito politico di un editore svizzero e con un direttore dichiaratamente evasore fiscale".

Anche se bisognerebbe avere rispetto per la disperazione del Primo Ministro, l'insolenza, la falsità e la faccia tosta di quest'uomo meritano una risposta.

Partiamo da Carlo De Benedetti, l'editore di "Repubblica": ha la cittadinanza svizzera, chiesta come ha spiegato per riconoscenza ad un Paese che ha ospitato lui e la sua famiglia durante le leggi razziali, ma non ha mai dismesso la cittadinanza italiana, cioè ha entrambi i passaporti, come gli consentono la legge e le convenzioni tra gli Stati. Soprattutto ha sempre mantenuto la residenza fiscale in Italia, dove paga le tasse. A questo punto e in questo quadro, cosa vuol dire "editore svizzero"? È un'allusione oscura? C'è qualcosa che non va? Si è meno editori se oltre a quello italiano si ha anche un passaporto svizzero? O è addirittura un insulto? Il Capo del governo può spiegare meglio, agli italiani, agli elvetici e già che ci siamo anche ai cittadini di Danzica che lo hanno ascoltato ieri?

E veniamo a me. Ho già spiegato pubblicamente, e i giornali lo hanno riportato, che non ho evaso in alcun modo le tasse nell'acquisto della mia casa che i giornali della destra tengono nel mirino: non solo non c'è stata evasione fiscale, ma ho pagato più di quanto la legge mi avrebbe permesso di pagare. Ho versato infatti all'erario tasse in più su 524 milioni di vecchie lire, e questo perché non mi sono avvalso di una norma (l'articolo 52 del D. P. R. 26 aprile 1986 numero 131, sull'imposta di registro) che, ai termini di legge, mi consentiva nel 2000 di realizzare un forte risparmio fiscale.

Capisco che il Premier non conosca le leggi, salvo quelle deformate a sua difesa o a suo privato e personale beneficio. Ma dovrebbe stare più attento nel pretendere che tutti siano come lui: un Capo del governo che ha praticato pubblicamente l'elogio dell'evasione fiscale, e poi si è premurato di darne plasticamente l'esempio più autorevole, con i quasi mille miliardi di lire in fondi neri transitati sul "Group B very discreet della Fininvest", sottratti naturalmente al fisco con danno per chi paga le tasse regolarmente, con i 21 miliardi a Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì, con i 91 miliardi trasformati in Cct e destinati a non si sa chi, con le risorse utilizzate poi da Cesare Previti per corrompere i giudici di Roma e conquistare fraudolentemente il controllo della Mondadori. Si potrebbe andare avanti, ma da questi primi esempi il quadro emerge chiaro.

Il Presidente del Consiglio ha detto dunque ancora una volta il falso, e come al solito ha infilato altre bugie annunciando che chi lo attacca perde copie (si rassicuri, "Repubblica" guadagna lettori) e ricostruendo a suo comodo l'estate delle minorenni e delle escort, negando infine di essere malato, come ha rivelato a maggio la moglie. Siamo felici per lui se si sente in forze ("Superman mi fa ridere"). Ma vorremmo chiedergli in conclusione, almeno per oggi: se è così forte, così sicuro, così robusto politicamente, perché non provare a dire almeno per una volta la verità agli italiani, da uno qualunque dei sei canali televisivi che controlla, se possibile con qualche vera domanda e qualche vero giornalista davanti? Perché far colpire con allusioni sessuali a nove colonne privati cittadini inermi come il direttore di "Avvenire", soltanto perché lo ha criticato? Perché lasciare il dubbio che siano pezzi oscuri di apparati di sicurezza che hanno fabbricato quella velina spacciata falsamente dai suoi giornali per documento paragiudiziario?

Se Dino Boffo salverà la pelle, dopo questo killeraggio, ciò accadrà perché la Chiesa si è sentita offesa dall'attacco contro di lui, e si è mossa da potenza a potenza. Ma la prossima preda, la prossima vittima (un magistrato che indaga, una testimone che parla, un giornalista che scrive, e fa domande) non avendo uno Stato straniero alle spalle, da chi sarà difeso? L'uomo politico passato alla storia come il più feroce nemico della stampa, Richard Nixon, non ha usato per difendersi un decimo dei mezzi che Berlusconi impiega contro i giornali considerati "nemici". Se vogliamo cercare un paragone, dobbiamo piuttosto ricorrere a Vladimir Putin, di cui non a caso il Premier è il più grande amico.

(2 settembre 2009)

America: freedom to fascism pt. 1

Perchè Risiko non è solo un gioco!!!!!!



Il mondo è in mano ad un pugno di uomini che stanno dettando le regole. In questo filmato - documentario è perfettamente spiegato tutto il processo legato all' imposta sul lavoro che non esiste. Un raggiro studiato alla perfezione per arrivare al punto in cui il mondo si trova ora: SUCCUBE, lo siamo tutti!!!

Questo è sicuramente uno dei più grossi inganni che gli USA hanno poi esportato assieme alla loro "democrazia". E quì in Italia?

ITALIA AL SERVIZIO DELL' IMPERO

Appello: contro il ritorno delle leggi razziali in italia..............

Da micromega
Ddl sicurezza
Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Amelio: Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

Pubblicho il testo italiano dell'appello pubblicato il 1 luglio sul quotidiano spagnolo El Paìs.


Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.

Roma, 29 giugno 2009

GUARDIA NAZIONALE ITALIANA.... MA CHE CAZZZZZ!!!!!

Fonte Panorama

Con toni solenni si prefigge di adoperarsi “al fine della salvaguardia dell’integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano”. Si chiama Guardia Nazionale Italiana, si è costituita da circa tre mesi e riunisce volontari che vogliano “potenziare la sicurezza dei centri urbani viste le sostanziali carenze di organico e di mezzi da parte delle Forze di Polizia”, rispondendo all’invito del ministro Maroni alle ronde e alla partecipazione di privati alla sicurezza pubblica. Nel nome rievoca milizie settecentesche d’Oltralpe, ma nella divisa scura adottata, munita di elmetto e distintivo con ruota solare (usata con simili forme da ordini occulti delle SS) risveglia ricordi inquietanti… “La Guardia Nazionale Italiana non ha colore politico e il suo simbolo non ha nulla a che vedere con i richiami del passato” precisa però Gaetano Saya, ispiratore della GNI.

A quanto dichiara il camerata Saya nella GNI ci sarebbero anche ex P.R.C., forse è una puttanata ma se fosse vero sarebbe incredibile. La tentazione a non commentare era incredibilmente forte, ma visto il successo dell’Ultradestra in Europa qualche considerazione è doverosa.

Voi vi fidereste a lasciar proteggere i vostri figli da persone del genere? (Franceschini) E la costituzione? L’unica costituzione che conoscono è la sana costituzione dei ragazzi ariani cresciuti a crauti e polenta. Insomma è davvero sicuro avere un corpo paramilitare autorizzato ad operare nel territorio? Non usano armi e ok, ma la testa, almeno quella la useranno?

Possono anche essere bambinoni che si divertono a giocare ai soldati ma a me la cosa non piace affatto. Sono buoni, il loro simbolo è un simbolo di gioia e non quello dell’ordine occulto delle SS, hanno dentro anche dei compagni a quanto pare, e ricordandomi di certe teste di cazzo dell’ala Ferrero al congresso di Chianciano non me ne meraviglierei; ma una cosa del genere non è tollerabile.

Questo è il simbolo, assomiglia ad un bersaglio, così quando lo vedete sapete bene cosa colpire.

E questo è il sito del camerata Gaetano Saya che tra l’altro ha invitato a votare Silvio berlusconi alle europee, mmm…




Pacchetto sicurezza: attacco finale di Berlusconi ai blogger e filtraggio della rete



Pacchetto sicurezza per chi?

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!

Napolitano: «Più governabilità, ma non si alteri la Costituzione» "Non diffamare la Resistenza I partigiani decisivi per la libertà"

legittimo rafforzare le prerogative del Governo, ma il principio della divisione dei poteri non può essere sacrificato al principio della governabilità. È un importante discorso sui fondamenti costituzionali e sulla architettura dello Stato quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla Biennale della Democrazia a Torino.

È del tutto legittimo politicamente modificare la Costituzione per rafforzare i poteri del Governo e di chi lo presiede rispetto al Parlamento e al potere giudiziario, sostiene il capo dello Stato. «Occorre però - sottolinea - tenere conto che i poteri dell'esecutivo sono stati già rafforzati indirettamente modificando i regolamenti parlamentari, facendo maggior ricorso ai decreti legge e al voto di fiducia, riducendo il numero di gruppi parlamentari e rafforzando il vincolo governo-maggioranza. Le modifiche devono essere motivate in modo trasparente e convincente».

Non si può, quindi, continua il capo dello Stato, «sacrificare sull'altare della governabilità» la divisione dei poteri, il ruolo del Parlamento, la pluralità dei partiti e la tutela delle minoranze politiche. A questo, prosegue Napolitano, si aggiungono la rappresentatività del Parlamento e l'indipendenza della magistratura: «Tutto ciò non costituisce un bagaglio obsoleto, sacrificabile, esplicitamente o di fatto, sull'altare della governabilità, in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive, da parte dei poteri pubblici». Anche perchè, e qui il presidente cita il filosofo Norberto Bobbio, «la denuncia dell'ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie». La Costituzione della Repubblica, spiega Napolitano, rappresenta «insieme lo spirito, l'impalcatura e la garanzia» della democrazia italiana, nata sullo spirito dell'antifascismo e della Resistenza. Per questo motivo, aggiunge il capo dello Stato, il 25 aprile è una festa che deve trovare unito tutto il popolo italiano.

Per quanto riguarda il ruolo del Parlamento il presidente ritiene che il cosiddetto "bicameralismo perfetto" vada superato, poichè rappresenta un'anomalia. L'ipotesi di riforma costituzionale, secondo Napolitano, è «condivisa e percorribile». Un appello anche per una ponderata scelta delle candidature al Parlamento, che a volte rischia di «di risultare seriamente indebolita in assenza di valide procedure di formazione delle candidature e di meccanismi atti ad ancorare gli eletti al rapporto col territorio e con gli elettori». (M. Do.)

22 aprile 2009

IL GOLLUM PADANO

Documentario: borghezio insegna fascismo ai francesi.



L' etica dell' immoralità, della menzogna e della malafede!!

Truffa allo Stato: arrestato il consigliere regionale Roberto Conte


Metropolisweb.it

NAPOLI - Associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Campania: con queste accuse, la Procura della Repubblica a Napoli ha chiesto ed ottenuto sei ordinanze di custodia cautelare.

Tra gli indagati, c´è anche il consigliere regionale Roberto Conte, ed è uno dei due nomi per i quali sono stati accordati gli arresti domiciliari.

Il blitz della Guardia di Finanza è scattato questa mattina e in manette è finito, oltre al consigliere attualmente indipendente, anche Emanuele Cameli, 59 anni. "Obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria", invece per Luisa De Luca (39 anni), Pasquale Salvio (67 anni), Corrado Sannino (46 anni) e Carlo Sarno (35 anni).

In particolare le indagini hanno evidenziato che il consigliere Roberto Conte, già coinvolto in altri procedimenti (che avevano evidenziato la sua capacità di utilizzare strutture societarie da socio occulto per acquisire "indebiti vantaggi personali", aveva promosso la costituzione della Deco Consulting srl il cui oggetto sociale era rappresentato dallo svolgimento di attività di consulenza e di organizzazione eventi.

La società fu fondata nel dicembre del 2003 ed era formalmente costituita da persone della segreteria dell´esponente politico, le quali non avevano alcun potere decisionale, prerogativa questa esclusiva dello stesso Conte, che operava anche in collaborazione con uno stretto fiduciario che esercita anche la professione di medico.

Per quattro anni (fino alla data di messa in liquidazione, ovvero il 2007) la Deco non svolge mai attività riferite all´oggetto sociale e si preoccupa di rastrellare contributi regionali, secondo le accuse della Procura.

Tra i vari episodi venuti fuori durante le indagini, gli inquirenti sottolineano l´occasione in cui la Deco, per conseguire quei fondi pubblici, organizza un workshop sul tema degli strumenti per l´imprenditoria agevolata, esibendo anche una fattura emessa da un ristorante-albergo dove si era tenuto il banchetto nuziale di uno stretto collaboratore di Roberto Conte, che alla fine si era accollato il conto della festa. Una cerimonia che ovviamente non aveva a che fare con il workshop messo in cantiere.

In un´altra circostanza, sempre per rastrellare fondi pubblici, la Deco aveva annunciato un workshop sul tema degli strumenti legislativi per le agevolazioni fiscali. Le fatture erano invece relative ad una iniziativa politica alla quale avevano partecipato anche esponenti nazionali di riferimento dello stesso Conte.

La società, inoltre, aveva assunto in maniera fittizia alcune persone allo scopo di ricevere i contributi da Italia Lavoro spa nell´ambito di progetti promossi dal ministero del lavoro.

Fonte: Metropolisweb.it

M.D.

PERCHE' NON SI PARLA PIU' DI MAFIA?



Non si parla più di MAFIA. Non, almeno, come si dovrebbe, come sarebbe giusto parlarne in rispetto a chi è stato ucciso o ha subito ogni sorta di sopprusi da parte della MAFIA. Dell' Utri ha dichiarato che la mafia non esiste, che è un' invenzione popolare e, a parte la sua faccia tosta, nessuno ha detto niente.

Purtroppo non succederà niente dato che oramai siamo in mano alla MAFIA. Il nostro governo non è altro che l' evoluzione di COSA NOSTRA, e stà riaprendo le porte al fascismo puro e semplice. Si rischia di tornare ai famosi tempi della frase "si stava meglio quando si stava peggio". Ma che vuol dire? Nessuno è mai stato in grado di spiegarlo senza entrare in paradossi assurdi o dover ammettere di aver detto un' enorme c#@#@#ta!!

La gente continua a far finta di niente. Io non credo che chi vota Berlusconi e la sua cordata di tirapiedi leccaculo non sappia niente dei legami con la MAFIA, non ci credo che non sanno che ora sono lì dove si trovano grazie a proventi e riciclaggio di denaro sporco, ottenuto da giri di droga, estorsione, usura e criminalità in genere in ogni sua forma.

DENARO SPORCO DI SANGUE=FORZA ITALIA=PDL(POPOLO DELLE LIBERTà)

M.D.

Studenti...... o Guerriglieri? Il Ministro Brunetta: "Io sono un democratico, credo molto più al voto....."

L' articolo sul Messaggero riguardo agli scontri di ieri. Il governo continua la campagna anti studenti. Il piano è semplice: costruire l' idea, nella mente già poco lucida degli Italiani, che gli studenti siano solo dei "barbun" dediti alla violenza e col vizio di contestare "perchè sì".

Il Ministro Brunetta, quello delle faccine di gradimento, tuona dicendo che gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
Quest sono i vertici del nostro governo; io proporrei delle faccine di gradimento anche per loro!!!

Ecco l' articolo:

Brunetta minaccia: gli studenti dell'Onda sono guerriglieri, li tratteremo come tali

Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce.
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»

ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.

«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».

«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».

Rete studenti: noi pacifisti, polizia e Stato no. «Il nostro è un movimento pacifico - replica della Rete degli Studenti - sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». «Già Cossiga lo aveva proposto lo scorso autunno, ma non ci era riuscito, forse lo vogliono fare ora» spiega la Rete. E si chiedono:«Sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto più ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? Buttarla in caciara (o in guerriglia) è il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare», conclude la rete.

Tutto l' articolo sul messaggero