"La scuola Italiana sforna dei ragazzi che non avendo prospettive universitarie si immettono, o vogliono immettersi nel mondo del lavoro, ma secondo quanto riferito dalle imprese e anche Confindustria non hanno cognizioni adeguate al mondo del lavoro. Quindi abbiamo provveduto ad una riforma della scuola." Silvio Berlusconi
La nostra scuola ha sfornato talenti che hanno insegnato al mondo intero. Quanto tempo è che viene denunciata la "FUGA DI CERVELLI"? Sono forse state le scuole inadeguate? E se sì, allora come si spiega che i nostri ricercatori, medici, psichiatri, artisti, registi, attori, imprersari, scenziati, professori, progettisti, albergatori etc etc, sono molto ricercati?
Questa non è riforma della scuola, è la nascita della manodopera più a basso costo della storia. L'Italia di quà, l'Italia di là ma siamo sempre quelli pagati di meno, e di tanto meno.
E'perfetto il discorso della gelmini sulla lingua straniera, io sono d'accordo sullo studio migliorato di lingue straniere, ma vi assicuro che studiare un'intera materia in Inglese all'ultimo anno non sortirà gli effetti da questi descritti. Tra l'altro l'unica materia che pùò andare bene a questo scopo è, appunto, l'inglese.
Mi spiego meglio: si possono studiare tutte le materie che si vogliono in inglese ma a patto di sapere già l'inglese perchè non è possibile studiare altre materie in lingua straniera se quella lingua non la sai!!!
Berlusconi ha ragione nel dire che qualcosa nella nostra scula non è ritenuto in linea con gli standard europei, ma la nostra scuola loro l'hanno copiata per dar vita alle loro. Questa è la scusa perfetta per legittimare un importante mossa nei sui giochi di potere.
E' di fondamentale importanza per questo governo lenire a poco a poco i pilastri che rendono una nazione forte, fiera e orgogliosa. Dalla magistratura alla scuola, già lo avevano fatto pcecedentemente con l'arte la cultura e lo spettacolo, andando ad impoverire il mondo creativo Italiano che ci hanno sempre invidiato, o meglio, ammirato e poi copiato, e più che copiato direi studiato e poi sviluppato.
No, tutto ciò non ha niente a che vedere con l'intento di migliorare la scuola.
Vorrei ricordarvi che stiamo parlando di Pinocchio, e Pinocchio che governa il paese a me fà rabbrividire, perchè questo non è quello quello fondalmentamente buono, anzi.
Ad esempio:
Tema: Riforma Scuola. Svolgimento: come creare un vivaio (o un esercito) di lobotomizzati.
Etichette: demagogia , Gelmini , mafia politica , Scuola , scuola distrutta , Silvio Berlusconi
La pietosa intervista della Carfagna 1/2
Bene!!
Questa è, ancora una volta e non smetterò mai di darle addosso, la nostra Ministro alle Pari Opportunità.....
Non è neanche lontanamente presente sulla terra che noi comuni mortali calpestiamo, ma sicuramente in qualche cartone animato.
Si dice che i cani vedano in bianco e nero, io sarei curioso di sapere come vede la carfagna...
Etichette: Gelmini , governo berlusconi , Scuola
Ministro Mariastella Gelmini: perchè l' Italia deve subire questi personaggi?
Il Ministro Mariastella GElmini sulla riforma alla scuola.
Come si fà ad affermare pubblicamente che questa riforma è per migliorare la scuola quando altro non fà che distruggerla totalmente?
Mah, fate voi......
Manlio
Fonte: repubblica.it
Nella città calabrese l'anno precedente il record di ammessi con il 93 per cento
Da Brescia a Reggio Calabria
Così la Gelmini diventò avvocato
L'esame di abilitazione all'albo nel 2001.
Il ministro dell'Istruzione: «Dovevo lavorare subito»
Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i (giusti) sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi.
La notizia, stupefacente proprio per lo strascico di polemiche sulla preparazione, la permissività, la necessità di corsi di aggiornamento, il bagaglio culturale dei professori del Mezzogiorno, polemiche che hanno visto battagliare, sull'uno o sull'altro fronte, gran parte delle intelligenze italiane, è stata data nella sua rubrica su laStampa.it da Flavia Amabile. La reazione degli internauti che l'hanno intercettata è facile da immaginare. Una per tutti, quella di Peppino Calabrese: «Un po' di dignità ministro: si dimetta!!» Direte: possibile che sia tutto vero? La risposta è nello stesso blog della giornalista. Dove la Gelmini ammette. E spiega le sue ragioni.
Un passo indietro. È il 2001. Mariastella, astro nascente di Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia, è una giovane e ambiziosa laureata in giurisprudenza che deve affrontare uno dei passaggi più delicati: l'esame di Stato.
Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all'albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l'effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l'esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d'Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l'esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.
Un esempio? Catanzaro. Dove negli anni Novanta l'«esamificio» diventa via via una industria. I circa 250 posti nei cinque alberghi cittadini vengono bloccati con mesi d'anticipo, nascono bed&breakfast per accogliere i pellegrini giudiziari, riaprono in pieno inverno i villaggi sulla costa che a volte propongono un pacchetto «all-included»: camera, colazione, cena e minibus andata ritorno per la sede dell'esame.
Ma proprio alla vigilia del turno della Gelmini scoppia lo scandalo dell'esame taroccato nella sede d'Appello catanzarese. Inchiesta della magistratura: come hanno fatto 2.295 su 2.301 partecipanti, a fare esattamente lo stesso identico compito perfino, in tantissimi casi, con lo stesso errore («recisamente» al posto di «precisamente», con la «p» iniziale cancellata) come se si fosse corretto al volo chi stava dettando la soluzione? Polemiche roventi. Commissari in trincea: «I candidati — giura il presidente della «corte» forense Francesco Granata — avevano perso qualsiasi autocontrollo, erano come impazziti». «Come vuole che sia andata? — spiega anonimamente una dei concorrenti imbroglioni —. Entra un commissario e fa: "Scrivete". E comincia a dettare il tema. Bello e fatto. Piano piano. Per dar modo a tutti di non perdere il filo».
Le polemiche si trascinano per mesi e mesi al punto che il governo Berlusconi non vede alternative: occorre riformare il sistema con cui si fanno questi esami. Un paio di anni e nel 2003 verrà varata, per le sessioni successive, una nuova regola: gli esami saranno giudicati estraendo a sorte le commissioni così che i compiti pugliesi possano essere corretti in Liguria o quelli sardi in Friuli e così via. Riforma sacrosanta. Che già al primo anno rovescerà tradizioni consolidate: gli aspiranti avvocati lombardi ad esempio, valutati da commissari d'esame napoletani, vedranno la loro quota di idonei raddoppiare dal 30 al 69%.
Per contro, i messinesi esaminati a Brescia saranno falciati del 34% o i reggini ad Ancona del 37%. Quanto a Catanzaro, dopo certi record arrivati al 94% di promossi, ecco il crollo: un quinto degli ammessi precedenti.
In quei mesi di tormenti a cavallo tra il 2000 e il 2001 la Gelmini si trova dunque a scegliere, spiegherà a Flavia Amabile: «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione». Quindi? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l'esame. Per gli altri, nulla. C'era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto». E così, «insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l'esame a Reggio Calabria».
I risultati della sessione del 2000, del resto, erano incoraggianti. Nonostante lo scoppio dello scandalo, nel capoluogo calabrese c'era stato il primato italiano di ammessi agli orali: 93,4%. Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) o a Milano (28,1), il quadruplo che ad Ancona. Idonei finali: 87% degli iscritti iniziali. Contro il 28% di Brescia, il 23,1% di Milano, il 17% di Firenze. Totale: 806 idonei. Cinque volte e mezzo quelli di Brescia: 144. Quanti Marche, Umbria, Basilicata, Trentino, Abruzzo, Sardegna e Friuli Venezia Giulia messi insieme.
Insomma, la tentazione era forte. Spiega il ministro dell'Istruzione: «Molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi». Del resto, aggiunge, lei ha «una lunga consuetudine con il Sud. Una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento». Certo, è a quasi cinquecento chilometri da Reggio. Ma sempre Mezzogiorno è. E l'esame? Com'è stato l'esame? «Assolutamente regolare». Non severissimo, diciamo, neppure in quella sessione. Quasi 57% di ammessi agli orali. Il doppio che a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia. Dietro soltanto la solita Catanzaro, Caltanissetta, Salerno. Così facevan tutti, dice Mariastella Gelmini. Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l'esame facile, le sarà però un po' più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell'importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull'imposizione dell'educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?
Gian Antonio Stella
04 settembre 2008(ultima modifica: 05 settembre 2008)
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Studenti...... o Guerriglieri? Il Ministro Brunetta: "Io sono un democratico, credo molto più al voto....."
L' articolo sul Messaggero riguardo agli scontri di ieri. Il governo continua la campagna anti studenti. Il piano è semplice: costruire l' idea, nella mente già poco lucida degli Italiani, che gli studenti siano solo dei "barbun" dediti alla violenza e col vizio di contestare "perchè sì".
Il Ministro Brunetta, quello delle faccine di gradimento, tuona dicendo che gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
Quest sono i vertici del nostro governo; io proporrei delle faccine di gradimento anche per loro!!!
Ecco l' articolo:
Brunetta minaccia: gli studenti dell'Onda sono guerriglieri, li tratteremo come tali
Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce.
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»
ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».
Rete studenti: noi pacifisti, polizia e Stato no. «Il nostro è un movimento pacifico - replica della Rete degli Studenti - sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». «Già Cossiga lo aveva proposto lo scorso autunno, ma non ci era riuscito, forse lo vogliono fare ora» spiega la Rete. E si chiedono:«Sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto più ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? Buttarla in caciara (o in guerriglia) è il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare», conclude la rete.
Tutto l' articolo sul messaggero
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