Da: 19 luglio 1992
Sono passati quasi diciassette anni dalla strage di via D'Amelio a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Walter Eddie Cosina. Nonostante la magistratura e le forze dell'ordine abbiano individuato e perseguito numerosi mandanti ed esecutori della strage, rimangono pesanti zone d'ombra sulle entità esterne all'organizzazione criminale Cosa Nostra che con questa hanno deliberato e realizzato la strage stessa.
Ricordate, è nostro dovere non dimenticare........
Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. Paolo Borsellino
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Castel Volturno, via il sindaco anticamorra
di Patrizia Capua - 28 aprile 2009
Castel Volturno (Caserta).
Getta la spugna il sindaco di Castel Volturno, terra di frontiera e roccaforte della camorra più spietata.
Francesco Nuzzo, magistrato, pm in servizio alla procura di Brescia, abbandona, logorato dalla solitudine di fronte ai rischi patiti nella lotta ai clan, e dai "litigi continui" nella maggioranza di centrosinistra, costituita da Pd e due liste civiche che lo sostenevano. La coalizione si è sfaldata proprio alla vigilia dell'approvazione di tre fondamentali provvedimenti: il piano urbanistico territoriale, il piano per il commercio e il piano spiaggia. "Provvedimenti" ha detto Nuzzo, "che la città attende da decenni, e ora mi vengono a chiedere posti per figli, mogli e mariti".
Le "dimissioni sono irrevocabili" fa sapere Nuzzo, "e non penso di continuare l'attività politica". Aggiunge: "Sono profondamente amareggiato, adesso la camorra potrà stappare bottiglie di champagne. Continuerò in altre forme il mio impegno civile" dice il sindaco dimissionario che annuncia un libro-dossier: "Sarà un atto d'accusa".
Il magistrato prestato alla politica se ne va sbattendo la porta. Era stato eletto nell'aprile 2005 alla testa di una maggioranza composta da Ds, Margherita e due liste civiche. Anni difficili alla guida del Comune del litorale domiziano, territorio strategico per gli affari dei Casalesi e assediato da un'emergenza sociale: a fronte di 20 mila abitanti, vivono circa 15 mila immigrati, per lo più irregolari tra i quali è infiltrata la mafia nigeriana che controlla prostituzione e traffico di droga. La tensione è scoppiata nel settembre dell'anno scorso in una mattanza di cui rimasero vittime sei immigrati del Ghana.
"Mi hanno lasciato quasi sempre solo nei momenti difficili di questi anni". Nuzzo fa intendere che ai suoi danni c'è stata una congiura ordita con la complicità della sua stessa maggioranza. "Ho solo un rammarico. Ed è per i cittadini di Castel Volturno che mi hanno onorato della loro fiducia. Non ho mai confuso la funzione esercitata con interessi personali". Nuzzo ha ricevuto la telefonata dal governatore Bassolino e incassato la solidarietà di Claudio Fava. Fra venti giorni l'arrivo del commissario prefettizio.
(ha collaborato Raffaele Sardo)
Tratto da: Repubblica.it
Le dimmissioni del sindaco di Castel Volturno sono la sconfitta della politica e del Paese
di Claudio Fava
In una città diventata suo malgrado simbolo della ferocia dei camorristi, era compito di tutti i partiti del centrosinistra, PD in testa, garantire un'amministrazione impegnata in una difficile battaglia sulla legalità. Le dimissioni del sindaco Nuzzo sono una sconfitta per la politica e per il Paese.
il centrosinistra – PD in testa – non doveva lasciare sola quella giunta.
E' la prova che l'emergenza mafie in questo Paese si avverte e si celebra solo il giorno dei funerali: poi, si mette elegantemente da parte.
Tratto da: sinistra-democratica.it
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Arrestato a Roma Giuseppe Sarno, boss della camorra: tradito da compleanno
Fonte: www.ilmessaggero.it
ROMA (5 aprile) - È stato tradito da una visita dei parenti napoletani che lo avevano raggiunto a Roma per il suo compleanno il boss della camorra Giuseppe Sarno, esponente di spicco dell'omonimo clan napoletano di Ponticelli, arrestato dai carabinieri ieri sera in viale Trastevere. Il 25 marzo, giorno del compleanno del boss, alcuni suoi parenti erano stati fermati per un controllo in viale Trastevere e accompagnati in caserma per accertamenti. A quel punto sono scattate le indagini. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, guidati dal maggiore Lorenzo Sabatino, hanno individuato un palazzo in viale Trastevere e hanno iniziato un servizio di controllo. Ieri nel palazzo è stato visto entrare un altro parente di Sarno e a quel punto i carabinieri hanno fatto irruzione. Il boss viveva con la moglie al settimo piano dello stabile, proprio per avere la possibilità di fuggire attraverso il terrazzo.
Giuseppe Sarno era irreperibile da gennaio, quando era stata emessa nei suoi confronti, una misura detentiva di due anni. Nei giorni scorsi a Napoli è stato arrestato anche l'altro reggente del clan Vincenzo Sarno.
Fonte: www.ilmessaggero.it
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ROBERTO SAVIANO

Fonte: www.pieroricca.org
"Ho conosciuto Roberto Saviano quando non era ancora la star che conosciamo ora. Aveva appena pubblicato Gomorra ed era venuto a Milano a presentarlo. E’ un ragazzo coraggioso e uno scrittore di qualità che merita la nostra solidarieta’ per le minacce che lo costringono a vivere prigioniero. Ha portato l’inferno di una terra devastata dal crimine all’attenzione del mondo, e questo è un fattore di riscatto e dunque un’opera meritoria. C’e’ qualcosa che tuttavia non mi convince nel fenomeno mediatico che è stato costruito intorno al suo nome e al suo libro. Comparsate, riconoscimenti, interviste fiume, speciali in prima serata; è perfino diventato uomo dell’anno per il tg di Italia Uno. La visibilità ha creato il best seller, il best seller alimenta la visibilità. I tenutari dei palinesti televisivi hanno capito che con lui vanno sul sicuro: il personaggio piace al pubblico e racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. Per Roberto Saviano non lasciarsi sfuggire una parola sgradita ai tenutari sembra far parte di una strategia. Voglio parlare a molti, ripete, le mie parole contro la camorra hanno un senso se in tanti le leggono e le ascoltano. Sa che gli verrà permesso di parlare a audience oceaniche fino a quando racconterà il far west del crimine organizzato. Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso. Vuole mantenersi ecumenico, Roberto Saviano. Ma converrà con noi che oggi se dici la verità senza sconti ti fanno passare per fazioso. Dice di temere il potere della diffamazione, le voci messe in giro dai clan e dai loro servi. Non credo che ignori che la diffamazione dei testimoni scomodi è metodo politico sotto il regno del partito azienda. “Ogni partito ha una sua tradizione antimafia”, si è limitato a dichiarare Saviano nel lungo speciale in diretta da Fabio Fazio dieci giorni fa, prima della punzecchiatura del comico Albanese nelle vesti del politico mafioso: “Roberto ma perché non parli mai di me?”. “Non voglio buttarla in politica”, aveva dichiarato il giorno prima a un quotidiano. Ma si possono analizzare le cause profonde del potere delle bande criminali senza “buttarla in politica”? Sarebbero bastati, in quella seguitissima trasmissione, un paio di nomi di politici o una dichiarazione sullo sfascio sistematico della giustizia e della cultura della legalità, che favorisce il crimine organizzato, per alzare un polverone di polemiche e far tremare i polsi al bravo presentatore. Invece il coro dei consensi il giorno dopo è stato unanime. Il che non sempre è un buon segno in questa Italia conformista e mafiosa per cultura e metodo. Una volta ho chiesto a Loris Mazzetti, oggi responsabile del programma di Fazio: e se Saviano avesse fatto i nomi degli intoccabili? Risposta: “forse quella bomba sarebbe già scoppiata”. Oppure non sarebbe mai esploso il fenomeno mediatico ed editoriale che conosciamo.
Da questo punto di vista condivido l’augurio che gli ha formulato il magistrato Antonio Ingroia, di liberarsi dall’immagine che i media gli hanno appiccicato addosso."
Fonte: www.pieroricca.org
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Truffa allo Stato: arrestato il consigliere regionale Roberto Conte

Metropolisweb.it
NAPOLI - Associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Campania: con queste accuse, la Procura della Repubblica a Napoli ha chiesto ed ottenuto sei ordinanze di custodia cautelare.
Tra gli indagati, c´è anche il consigliere regionale Roberto Conte, ed è uno dei due nomi per i quali sono stati accordati gli arresti domiciliari.
Il blitz della Guardia di Finanza è scattato questa mattina e in manette è finito, oltre al consigliere attualmente indipendente, anche Emanuele Cameli, 59 anni. "Obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria", invece per Luisa De Luca (39 anni), Pasquale Salvio (67 anni), Corrado Sannino (46 anni) e Carlo Sarno (35 anni).
In particolare le indagini hanno evidenziato che il consigliere Roberto Conte, già coinvolto in altri procedimenti (che avevano evidenziato la sua capacità di utilizzare strutture societarie da socio occulto per acquisire "indebiti vantaggi personali", aveva promosso la costituzione della Deco Consulting srl il cui oggetto sociale era rappresentato dallo svolgimento di attività di consulenza e di organizzazione eventi.
La società fu fondata nel dicembre del 2003 ed era formalmente costituita da persone della segreteria dell´esponente politico, le quali non avevano alcun potere decisionale, prerogativa questa esclusiva dello stesso Conte, che operava anche in collaborazione con uno stretto fiduciario che esercita anche la professione di medico.
Per quattro anni (fino alla data di messa in liquidazione, ovvero il 2007) la Deco non svolge mai attività riferite all´oggetto sociale e si preoccupa di rastrellare contributi regionali, secondo le accuse della Procura.
Tra i vari episodi venuti fuori durante le indagini, gli inquirenti sottolineano l´occasione in cui la Deco, per conseguire quei fondi pubblici, organizza un workshop sul tema degli strumenti per l´imprenditoria agevolata, esibendo anche una fattura emessa da un ristorante-albergo dove si era tenuto il banchetto nuziale di uno stretto collaboratore di Roberto Conte, che alla fine si era accollato il conto della festa. Una cerimonia che ovviamente non aveva a che fare con il workshop messo in cantiere.
In un´altra circostanza, sempre per rastrellare fondi pubblici, la Deco aveva annunciato un workshop sul tema degli strumenti legislativi per le agevolazioni fiscali. Le fatture erano invece relative ad una iniziativa politica alla quale avevano partecipato anche esponenti nazionali di riferimento dello stesso Conte.
La società, inoltre, aveva assunto in maniera fittizia alcune persone allo scopo di ricevere i contributi da Italia Lavoro spa nell´ambito di progetti promossi dal ministero del lavoro.
Fonte: Metropolisweb.it
M.D.
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Roberto Saviano a "che tempo che fà" 2009. CRONACHE DI GUERRA
Roberto Saviano a che tempo che fa 2009 parte 01/11
Roberto Saviano a che tempo che fa 2009 parte 02/11
Dal canale di youtube francescostubevideo
Purtroppo mancano pochi minuti iniziali :(
Desidero ringraziare sentitamente la Rai, anche a nome di tutti i visitatori di you tube, se continuerà a permettere la diffusione di questo supporto informativo. E' possibile trovare l'intervista completa sul sito www.chetempochefa.rai.it
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