“Il sistema gelatinoso”, così i magistrati di Perugia hanno definito la cricca della Protezione Civile e degli appalti sui “Grandi Eventi”. Un meccanismo oliato di scambi tra lavori e favori che ha avuto a disposizione nei suoi ultimi nove anni 10 miliardi di euro. Report racconta come è stata trasformata la Maddalena in vista del G8 del 2009, poi spostato a L'Aquila poco dopo il terremoto. Facciamo i conti degli appalti e delle bonifiche mancate che oggi impediscono all'enorme struttura dell'arsenale di poter diventare un polo turistico e della nautica. Descriviamo i protagonisti pubblici e privati che avevano intrecciato tra loro rapporti di interesse. Poi il Salaria Sport Village di Diego Anemone, la storia di un enorme abuso edilizio che grava su un'area di esondazione del Tevere a Roma. Che ne è oggi della Protezione Civile dopo gli scandali? Il prefetto Gabrielli, che oggi la dirige, parla del recente decreto “Milleproroghe” che impedisce al dipartimento di poter agire in tempi rapidi visti i controlli preventivi sui costi. Mentre la legge del 2001 che sottopone ogni “grande evento” sportivo, culturale e politico alle procedure d'emergenza della Protezione Civile resiste ancora. La legge che ha creato “il sistema gelatinoso” è ancora lì e nessuno la tocca.
Report - Protezione e Benedizione
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Mafia SPa - Azienda di Stato
fonte: beppegrillo.it
Un ministro della Repubblica Italiana, Lunardi, disse che con la mafia bisogna convivere. Ma per convivere con qualcuno o con qualcosa bisogna prima definire cos'è. E cosa sono le mafie oggi? Di quanti parlamentari, sindaci, assessori dispongono? Le mafie fanno eleggere i loro uomini democraticamente in Parlamento. Sono presenti nei consigli di amministrazione delle banche, delle grandi industrie, delle società immobiliari. Ovunque ci sia la possibilità di riciclare centinaia di miliardi di euro.
In un anno le mafie italiane producono un fatturato di 130 miliardi di euro (stima 2003). Il 70% è profitto, possono reinvestire quasi 100 miliardi all'anno. Comprare ciò che vogliono, chi vogliono. La vita e la morte di un uomo.Trasformare il loro denaro in attività all'apparenza rispettabili. Il PIL delle mafie italiane è superiore a quello dei medi Stati del mondo. Più di quello della Croazia o della Romania. Le mafie sono il più importante e sicuro datore di lavoro (pagano sempre) nel Sud. Grazie alle mafie vivono in modo diretto o indiretto il 27% dei calabresi, il 12% dei campani, il 10% dei siciliani (*). Chi ti dà il pane quotidiano, in mancanza di alternative, diventa il tuo padrone. Le mafie sono la più importante industria del Paese e il primo datore di lavoro nel Mezzogiorno.
Al fatturato diretto delle mafie va aggiunto il fatturato ottenuto dai loro investimenti attraverso il riciclaggio. Nell'ultimo decennio, la somma dei profitti è stata pari a circa 1.000 miliardi di euro. Quanto rendono 1.000 miliardi di euro riciclati in termini politici, finanziari, di influenza sul Governo? E' necessario capire se esiste ancora un confine, e qual è, tra mafie e Stato, tra economia "pulita" e economia mafiosa. Se esiste ancora un'economia "pulita". Se l'economia di uno Stato può sopravvivere senza la partecipazione dei capitali mafiosi. Se è lo Stato a dover convivere con le mafie, o le mafie con lo Stato. Se lo Stato è diventato mafioso dentro, o le mafie sono diventate governative, tutrici del'ordine costituito. Mangano eroe insieme a Borsellino nel Pantheon della Patria. Andreotti senatore prescritto a vita per mafia e per meriti di governo.
I soldi non sono democratici, chi li ha comanda nelle democrazie capitaliste e oggi li hanno le mafie. Dobbiamo domandarci se esiste ancora qualcosa che non sia definibile come mafioso. Se dalla convivenza con le mafie si sia passati a una lenta integrazione che diluisce e inghiotte tutto e tutti.
(*) Dati tratti dal libro "Mafia Pulita" edito da Longanesi
Ps: le boe sono rosse. Ripeto: le boe sono rosse.
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San Marino, operazione antiriciclaggio 5 arresti, quaranta indagati
fonte: repubblica.it
Inquisiti manager della Cassa di Risparmio della Repubblica
Indagini anche a Roma, sedici banche perquisite
ROMA - Operazione contro il riciclaggio a San Marino: eseguite 16 perquisizioni e 5 ordinanze di custodia cautelare fra l'Emilia Romagna e il Lazio. La Gdf e la polizia di Stato parlano di "un sodalizio criminoso dedito ad illegali attività finanziarie, bancarie e di raccolta del risparmio, tra le quali il riciclaggio di denaro 'sporco' con San Marino, per diversi milioni di euro".
Le somme riciclate costituivano il provento di attività illecite, in particolare truffe ai danni dello Stato italiano, attraverso l'emissione di fatture false e di appropriazioni indebite.
"Sotto inchiesta l'attività svolta da un istituto bancario sammarinese, non autorizzato allo svolgimento dell'attività bancaria e finanziaria in Italia, il quale, sfruttando la sua influenza dominante su un gruppo bancario italiano, ha abusivamente svolto sul territorio nazionale sia attività bancarie, sia attività di finanziamento in violazione della Legge".
Gli arrestati sono ai vertici della Cassa di risparmio della Repubblica di San Marino e di società fiduciarie e finanziarie ad essa collegate. Avrebbero riciclato ingenti capitali accumulati dal ricavo della negoziazione di assegni bancari e circolari transitati nel conto corrente della medesima banca. Questa, sfruttando la sua influenza dominante su un gruppo bancario italiano, avrebbe abusivamente svolto sul territorio nazionale sia attività bancarie che attività di finanziamento in violazione della legge.
Durante l'operazione, inoltre, sono state anche perquisite abitazioni, studi, sedici banche alcune delle quali a Roma. Iscritte nel registro degli indagati circa 40 persone, tra le quali esponenti del management e della direzione delle banche, alcuni imprenditori italiani.
(4 maggio 2009)
IL MERCATO DEL CEMENTO
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Truffa allo Stato: arrestato il consigliere regionale Roberto Conte

Metropolisweb.it
NAPOLI - Associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Campania: con queste accuse, la Procura della Repubblica a Napoli ha chiesto ed ottenuto sei ordinanze di custodia cautelare.
Tra gli indagati, c´è anche il consigliere regionale Roberto Conte, ed è uno dei due nomi per i quali sono stati accordati gli arresti domiciliari.
Il blitz della Guardia di Finanza è scattato questa mattina e in manette è finito, oltre al consigliere attualmente indipendente, anche Emanuele Cameli, 59 anni. "Obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria", invece per Luisa De Luca (39 anni), Pasquale Salvio (67 anni), Corrado Sannino (46 anni) e Carlo Sarno (35 anni).
In particolare le indagini hanno evidenziato che il consigliere Roberto Conte, già coinvolto in altri procedimenti (che avevano evidenziato la sua capacità di utilizzare strutture societarie da socio occulto per acquisire "indebiti vantaggi personali", aveva promosso la costituzione della Deco Consulting srl il cui oggetto sociale era rappresentato dallo svolgimento di attività di consulenza e di organizzazione eventi.
La società fu fondata nel dicembre del 2003 ed era formalmente costituita da persone della segreteria dell´esponente politico, le quali non avevano alcun potere decisionale, prerogativa questa esclusiva dello stesso Conte, che operava anche in collaborazione con uno stretto fiduciario che esercita anche la professione di medico.
Per quattro anni (fino alla data di messa in liquidazione, ovvero il 2007) la Deco non svolge mai attività riferite all´oggetto sociale e si preoccupa di rastrellare contributi regionali, secondo le accuse della Procura.
Tra i vari episodi venuti fuori durante le indagini, gli inquirenti sottolineano l´occasione in cui la Deco, per conseguire quei fondi pubblici, organizza un workshop sul tema degli strumenti per l´imprenditoria agevolata, esibendo anche una fattura emessa da un ristorante-albergo dove si era tenuto il banchetto nuziale di uno stretto collaboratore di Roberto Conte, che alla fine si era accollato il conto della festa. Una cerimonia che ovviamente non aveva a che fare con il workshop messo in cantiere.
In un´altra circostanza, sempre per rastrellare fondi pubblici, la Deco aveva annunciato un workshop sul tema degli strumenti legislativi per le agevolazioni fiscali. Le fatture erano invece relative ad una iniziativa politica alla quale avevano partecipato anche esponenti nazionali di riferimento dello stesso Conte.
La società, inoltre, aveva assunto in maniera fittizia alcune persone allo scopo di ricevere i contributi da Italia Lavoro spa nell´ambito di progetti promossi dal ministero del lavoro.
Fonte: Metropolisweb.it
M.D.
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