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INCEPTION BERLUSCONI



Alla cerimonia del Quirinale per la Festa del 2 giugno il premier ritrova l'ottimismo: "Zero problemi, faremo tutte le riforme". E una frase destinata a scatenare polemiche: "A Napoli non ho voluto consegnare la Carfagna alla camorra". Poi una nota in cui parla di "strumentalizzazioni dell'opposizione". Il leader del Carroccio freddo: "Cambiare il fisco? Dipende come"

fonte laRepubblica.it

Report - Protezione e Benedizione



“Il sistema gelatinoso”, così i magistrati di Perugia hanno definito la cricca della Protezione Civile e degli appalti sui “Grandi Eventi”. Un meccanismo oliato di scambi tra lavori e favori che ha avuto a disposizione nei suoi ultimi nove anni 10 miliardi di euro. Report racconta come è stata trasformata la Maddalena in vista del G8 del 2009, poi spostato a L'Aquila poco dopo il terremoto. Facciamo i conti degli appalti e delle bonifiche mancate che oggi impediscono all'enorme struttura dell'arsenale di poter diventare un polo turistico e della nautica. Descriviamo i protagonisti pubblici e privati che avevano intrecciato tra loro rapporti di interesse. Poi il Salaria Sport Village di Diego Anemone, la storia di un enorme abuso edilizio che grava su un'area di esondazione del Tevere a Roma. Che ne è oggi della Protezione Civile dopo gli scandali? Il prefetto Gabrielli, che oggi la dirige, parla del recente decreto “Milleproroghe” che impedisce al dipartimento di poter agire in tempi rapidi visti i controlli preventivi sui costi. Mentre la legge del 2001 che sottopone ogni “grande evento” sportivo, culturale e politico alle procedure d'emergenza della Protezione Civile resiste ancora. La legge che ha creato “il sistema gelatinoso” è ancora lì e nessuno la tocca.

Augusto "Tuo" - Max Paiella - WE HAVE THE LEADER (Berlusconi)



Imitazione memorabile di Augusto Minzolini per Max Paiella (comico poco noto al grande pubblico anche se già con diverse esperienze fra Zelig, Il Ruggito del Coniglio e La Tintoria in tv) nella puntata di Parla con me.

"E gli avversari non ci son più
e Fini e Bersani e Di Pietro
se la prendono sempre nel Culllllllll"

Ecco.... questi sono i veri risultati delle elezioni regionali.

Tutta la verità su Berlusconi e Mills (il film completo parte 1/3)



Che dire??
Mills, Vannoni, Berlusconi.......All Iberian...... il sistema delle Holding e Fininvest... 64 società offshore Create da Mills per conto della Fininvest........per esattezza........ Il lato B della Fininvest.........

State attenti ai passaggi, è spiegato bene e, precisiamo, è una vera e propria fiction in quattro parti che riproduce recitati gli interrogatori dell'avvocato che sin dagli inizi degli anni '80, insieme al suo studio, aveva offerto consulenze alla Fininvest. Spero che dopo abbiate un'idea più chiara sul processo di corruzione che coinvolge l'avvocato inglese David Mills e Silvio Berlusconi.

QUESTO è SUCCESSO VERAMENTE e è per questo (fra l' altro) che Silvio Berlusconi non vuole farsi processare. Ha già usato la formula dove si avvale della facoltà di non rispondere quando interrogato sulla provenienza degli ingenti fondi sui quali ha costruito un impero supermediatico.
Impero che è arrivato sin quì con RETE 4 che trasmette dagli anni '70 su frequenze non sue, perciò paghiamo 350.000 euro di multa al giorno alla CEE, noi Italiani, mica lui...

Il parlamento è sempre occupato a fare leggi che rimandino o addirittura interrompano le sue vicissitudini giudiziare nate PRIMA DI ENTRARE IN POLITICA, QUINDI DA NORMALE CITTADINO.
Continui scandali di corruzione tra le file del PDL, droga e sesso a pagamento con i soldi pubblici. Appalti truccati, imprenditori preferiti ad altri magari incapaci ma raccomandati.

In tutto questo, che è solo una piccolissima parte di cosa stà succedendo oggi in Italia, i votanti del PDL non si scandalizzano, non chiedono dimissioni, non chiedono chiarimenti, non hanno neanche il dubbio.......come il loro padrone hanno ragione loro, è chiaro che non è così, anche di fronte all'evidenza o a dei fatti contro i quali non trovano mai argomenti validi con basi solide, e reagiscono sempre con rabbia e attaccando, proprio come il loro padrone....

Idrolatano un criminale che stà portando la nazione allo sfascio completo, accecati dal Dio denaro, dalla vita consumistica, dal compra compra, senza rendersi conto che con Berlusconi stà arrivando la bancarotta, la deindustralizzazione, il commercio stà svanendo e gli artigiani scarseggiano o non ce la fanno. La Grecia è commissariata al -124% come dato PIL, noi siamo al 112%. Manca poco signori....

Sarà ora di fare domanda di lavoro in lavanderia, con tutti questi cervelli lavati da stirare il lavoro certo non mancherà!!

Berlusconi e le tasse : la bufala dei tagli.

Eccoci arrivati di nuovo, come alcuni anni, fà al momento in cui chi ha votato (la maggior parte se non tutti) per Berlusconi pensando veramente che fosse mosso da interessi NON PERSONALI.
Mia nonna mi diceva sempre che ognuno arriva fin dove può, riferito al fatto che la capacità di capire le cose, di farsi domande come il non farsele affatto cambia e varia da persona a persona (si lo sò, ho scoperto l' acqua calda!!), quindi è inutile star lì a pensare o scerverlarsi sul perchè, come è stato possibile, come hanno fatto tutti a cascarci?? Come hanno fatto a non rendersi conto dell' inganno perpetrato con tanta falsità e meschina malafede?
Bhè! come diceva mia nonna, ognuno arriva dove arriva!!

campagna elettorale 2008



Gennaio 2010

Bossi: "Berlusconi e le donne? Ritorsione della mafia!" (27 agosto 2009)



Bossi diceva così:

"Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente piu' accordi col Polo. Con questa gente niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.

Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' un povero pirla, un traditore del Nord. Il suo Polo e' morto e sepolto, la Lega non va con i morti.

Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi e' il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Berlusconi e' l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord.

La Fininvest e' nata da Cosa Nostra. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.

Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto in Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le holding. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni.

Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Berlusconi, come presidente del Consiglio e' stato un dramma. Quando e' in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sud America. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto".


dal sito che ha un costante "rigurgito antifascista", anche quando i fascisti hanno camicie verdi piuttosto che nere:

guerrillaradio.iobloggo.com

Le dieci domande di Bossi a Berlusconi



Quante domande insolute..... specialmente quelle vere, quelle più scomode, quelle che l' hanno dovuto far arrivare dove è ora, pena il sole a scacchi.

NO al nucleare!



"..noi abbiamo deciso, come è noto, che l' energia nucleare saà una componente importante dell' approvigionamento energetico italiano..". NOI chi?
NOI ITALIANI ABBIAMO DETTO NO!!!!!!!!!!!!!

Da paorat85

Il governo Berlusconi sembra intenzionato a ignorare i risultati del referendum sul nucleare del 1987, e a riportare le centrali in Italia. Con questo video vogliamo ricordare perchè il NO al nucleare ha vinto in Italia, e vi invitiamo a protestare contro chi mette a rischio la nostra salute e la nostra incolumità.

Le centrali nucleari costituiscono un grave fattore di rischio sanitario per le generazioni presenti e per quelle future. Inoltre il problema dello smaltimento delle scorie non è ancora stato risolto, ed è impossibile risolverlo, visto che servirebbero delle decine di migliaia di anni affinchè le scorie smettano di essere radioattive, e niente ci garantisce che in quel momento la nostra civiltà esisterà ancora.

Le 'tombe fenicie' esistono, Ghedini le visitò nel 2005: articolo dell'Unione Sarda del marzo di quell'anno.

La smentita di Niccolò Ghedini sul caso delle tombe fenicie a Villa Certosa convince poco. Non solo perché la frase del presidente del Consiglio registrata dalla D'Addario è ben chiara e comprensibile, ma perché lo stesso Ghedini nel 2005 avrebbe accompagnato personalmente funzionari della sovrintendenza a visionare la scoperta archeologica. Come testimonia un articolo pubblicato dal 2005 dal quotidiano L'Unione Sarda

Ghedini, come sempre, smentisce. Patrizia D'Addario? "Non credo sia mai andata a casa di Berlusconi". Le registrazioni pubblicate da L'espresso? "Di poco pregio e inverosimili". Le tombe fenicie di cui parla compiaciuto Berlusconi con i suoi ospiti? "Altra storia miserabile con cui si tenta di gettare discredito nei confronti del presidente" ha detto ieri in una nota, in merito alla necropoli del 300 avanti citata dal Cavaliere.

"Mai Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenicie nel suo parco, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell'area di Villa Certosa".

Sarà. Ma come spesso capita all'avvocato, la sua smentita convince poco. Non solo perché la frase del presidente del Consiglio registrata dalla D'Addario è ben chiara e comprensibile, ma perché lo stesso Ghedini nel 2005 avrebbe accompagnato personalmente funzionari della sovrintendenza a visionare la scoperta archeologica.

In un articolo dell'Unione Sarda del marzo di quell'anno, che non risulta essere stato smentito, si legge che "Nicolò Ghedini ha accompagnato alcuni funzionari della Soprintendenza archeologica e una pattuglia di carabinieri specializzati nella tutela del patrimonio culturale e artistico, in un punto ben circoscritto del parco dove sarebbero stati ritrovati importanti reperti archeologici. Si parla di un sito di notevole importanza, risalente al terzo secolo a. C., con alcuni resti di vasellame e tracce di una piccola necropoli".

Esattamente quello che dice Berlusconi a Patrizia. Tutta una montatura? La cosa strana che anche la sovrintendenza dice di non sapere nulla della vicenda. Ora forse la magistratura chiarirà il mistero: un esposto denuncia è stato fatto alla Procura di Roma da parte dell'Osservatorio Internazionale Archeomafie, per accertare "se ricorrano ipotesi di reato". O se, in caso contrario, sia L'Unione Sarda sia il Cavaliere abbiano inventato - e non si capirebbe perché - tutta la storia.

Leggi l'articolo dell' Unione Sarda

ITALIA AL SERVIZIO DELL' IMPERO

Palermo, la marcia delle 'agende rosse'

"Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri. " Paolo Borsellino, magistrato



Fonte: www.unità.it

Al grido di «Resistenza. L'agenda rossa esiste» è partita da via D'Amelio la «marcia» voluta da Salvatore Borsellino, per commemorare il fratello Paolo, procuratore aggiunto ucciso il 19 luglio del 1992 assieme agli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Nessun politico, pochi palermitani, tanta gente del Nord alla marcia che ha il sapore della protesta più che del ricordo.
Protesta contro lo Stato che «ha fatto - ha detto Salvatore Borsellino - davvero poco in 17 anni» per scoprire i mandanti di quella strage che avvenne a soli 57 giorni dall'uccisione dell'altro magistrato, Giovanni Falcone. Circa trecento persone si sono messe in marcia verso castello Utveggio (ex sede del Sisde, da cui, secondo i parenti di Borsellino, sarebbe forse partito il segnale per uccidere il magistrato) con le agende rosse in mano, che rappresentano quella del giudice che non fu mai ritrovata, e tenendo lo striscione «Via D'Amelio, strage di Stato».

Alla testa del corteo, oltre a Salvatore Borsellino, c'era anche l'ex pm Luigi De Magistris, esponente di Italia dei Valori. «La lotta alla mafia procede per due vie diverse - ha detto Salvatore Borsellino -. Da un lato una parte delle forze dell'ordine e della magistratura che conduce una lotta serrata, dall'altro lato ci sono altre istituzioni, come la politica, che si contraddistinguono per una fortissima carenza di provvedimenti contro la mafia».

Le nuove indagini sulle stragi aprono adesso spiragli di speranza verso l'affermazione della verità. «Oggi finalmente, dopo anni di tenebre - ha proseguito Borsellino -, la lotta che si sta conducendo nelle procure di Palermo e Caltanissetta sta andando nel verso giusto».

La sorella, Rita, parlamentare europeo del Pd, si chiede però «perchè queste piste vengano fuori solo dopo 17 anni. Ho molti dubbi, ma non accuso nessuno». Per Salvatore Borsellino «Se pentiti come Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino non avevano parlato fino adesso è perchè forse non avevano trovato le interfacce giuste all'interno della magistratura».

Proprio affinchè i pm continuino a lavorare «bisogna vigilare - ha detto De Magistris - perchè non vengano fermati da parte di pezzi deviati delle istituzioni che hanno operato e opereranno per ostacolare la magistratura».

18 luglio 2009

GUARDIA NAZIONALE ITALIANA.... MA CHE CAZZZZZ!!!!!

Fonte Panorama

Con toni solenni si prefigge di adoperarsi “al fine della salvaguardia dell’integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano”. Si chiama Guardia Nazionale Italiana, si è costituita da circa tre mesi e riunisce volontari che vogliano “potenziare la sicurezza dei centri urbani viste le sostanziali carenze di organico e di mezzi da parte delle Forze di Polizia”, rispondendo all’invito del ministro Maroni alle ronde e alla partecipazione di privati alla sicurezza pubblica. Nel nome rievoca milizie settecentesche d’Oltralpe, ma nella divisa scura adottata, munita di elmetto e distintivo con ruota solare (usata con simili forme da ordini occulti delle SS) risveglia ricordi inquietanti… “La Guardia Nazionale Italiana non ha colore politico e il suo simbolo non ha nulla a che vedere con i richiami del passato” precisa però Gaetano Saya, ispiratore della GNI.

A quanto dichiara il camerata Saya nella GNI ci sarebbero anche ex P.R.C., forse è una puttanata ma se fosse vero sarebbe incredibile. La tentazione a non commentare era incredibilmente forte, ma visto il successo dell’Ultradestra in Europa qualche considerazione è doverosa.

Voi vi fidereste a lasciar proteggere i vostri figli da persone del genere? (Franceschini) E la costituzione? L’unica costituzione che conoscono è la sana costituzione dei ragazzi ariani cresciuti a crauti e polenta. Insomma è davvero sicuro avere un corpo paramilitare autorizzato ad operare nel territorio? Non usano armi e ok, ma la testa, almeno quella la useranno?

Possono anche essere bambinoni che si divertono a giocare ai soldati ma a me la cosa non piace affatto. Sono buoni, il loro simbolo è un simbolo di gioia e non quello dell’ordine occulto delle SS, hanno dentro anche dei compagni a quanto pare, e ricordandomi di certe teste di cazzo dell’ala Ferrero al congresso di Chianciano non me ne meraviglierei; ma una cosa del genere non è tollerabile.

Questo è il simbolo, assomiglia ad un bersaglio, così quando lo vedete sapete bene cosa colpire.

E questo è il sito del camerata Gaetano Saya che tra l’altro ha invitato a votare Silvio berlusconi alle europee, mmm…




IL POPULISTA CHE NON SOPPORTA IL POPOLO

di Pietro Spataro

"La libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso stato democratico". Questa frase fu pronunciata da Franklin Delano Roosevelt al Congresso degli Stati Uniti il 29 aprile del 1938. Ci è venuta in mente, leggendo un bel libro di Luciano Gallino appena pubblicato da Einaudi ("Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l'economia") pensando alle cose di casa nostra. Certo, il povero Roosevelt mai avrebbe immaginato di venir usato per parlare di un uomo di nome Silvio Berlusconi che sarebbe diventato potente imprenditore e poi politico d'arrembaggio quasi sessanta anni dopo. Però il panorama di questi giorni ci fa preoccupare ancora di più dello stato della nazione.

Pensate. Un premier decide di nominare direttori di rete e di telegiornali dell'azienda televisiva pubblica in presenza di uno spaventoso conflitto di interessi che per la colpevole inerzia della sinistra è ancora lì come un macigno. Questo premier infatti è anche proprietario dell'azienda concorrente. Quindi questo premier alla fine della giostra controllerà sei reti televisive e l'informazione, ancorché non goda già adesso di buona salute. diventerà unica e monotona.

Aggiungete questo. Che questo premier per decidere tutte queste belle nomine non convoca riunioni nel palazzo del governo. Macchè, chiama a raccolta i diretti interessati a casa sua, li fa accomodare, gli offre da bere sicuramente e magari li intrattiene con qualche dolce melodia apicelliana.

Alla fine assistiamo a un uso privato delle istituzioni. E questo rafforza come è ovvio quel potere privato di cui parla Roosevelt e indebolisce la democrazia. Anche perché come sapete bene questo premier ne combina di ben altre. Ha messo il silenziatore al parlamento, ormai diventato un semplice votificio, tiene sotto tiro la magistratura, cerca di limitare pesantemente i poteri del Quirinale. Tant'è che ieri Giorgio Napolitano ha dovuto alzare la voce e far sapere che i decreti sono troppi e pieni zeppi di troppe cose. Non va, proprio non va.

Diciamo la verità: Berlusconi è un vero populista antidemocratico. Populista nel senso vero del termine. Cioè colui che diffida del popolo anche se lo usa. Come spiega il filosofo Nicolao Merker in un libro sul populismo uscito per Laterza ("Filosofie del populismo") per il populista il "popolo non è un interlocutore non ha voce in capitolo... perchè lo considera una bruta massa indistinta che con il suo esistere ostacola l'emergere di rari spiriti superiori destinati, per nascoste ragioni metafisiche, a incarnare il genio che sa reggere gli Stati". E quindi in sostanza il populista non ha nulla a che vedere con la democrazia. Per dirla come si direbbe dalle parti di Arcore: è un unto del Signore, al di sopra delle masse.

C'è un verso di una poesia di Valerio Magrelli che proprio a questo proposito dice:



legaliltà è legittima se lega il forte

se tutela il debole".



Direte: tutto ciò lo sapevamo già. Certo. Ma tutto diventa ogni giorno più preoccupante. E lo diventa, questo è il punto dolente di questa amara e triste storia, nell'immobilismo dell'opposizione. Ma sì qualcuno alza la voce, certo che si protesta, Franceschini fa quel che può. Però questa sinistra, o meglio tutto questo centrosinistra, hanno in qualche modo abdicato davanti all'impegno di mettere regole in questo mondo irregolare e disordinato. Torniamo all'inizio della storia, al conflitto di interessi. La domanda finale, ancora più allarmante e preoccupata, è: ci sarà qualcuno un giorno che, senza dubbi e ripensamenti, deciderà di approvare una bella legge seria e severa che impedisca a chicchesia di dominare l'Italia in tutte le sue parti senza avere controlli e contrappesi? Noi speriamo ancora. Ma poco poco...

Caso Berlusconi Saccà archiviato: si decide se distruggere le intercettazioni



Ma sì!!!.... cancelliamole, tanto..... ma come si fà? COME SI Fà?????????
Ma voi siete cresiuti con questi principi? Questo vi hanno insegnato?

Figli di Sultana!!!!

Che furbetto quel Brunetta

di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni





La prima immagine di Renato Brunetta
impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.

Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza.

A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.

Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.

Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse.

Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento.

Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203.

La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani.

L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento.

(20 novembre 2008)

Raifiction, archiviato caso Berlusconi-Saccà Il gip decide se distruggere le intercettazioni


L'indagine per corruzione che coinvolgeva anche il Cavaliere
Avrebbe raccomandato 5 attrici al dirigente Rai in cambio di sostegno
"Conversazioni irrilevanti e nessuna certezza sull'esistenza di un 'do ut des'"

ROMA - Procedimento archiviato. E' la decisione presa dal gip Pierfrancesco De Angelis sull'indagine che vedeva indagato Silvio Berlusconi per corruzione, per aver raccomandato nel 2007, all'allora direttore di Raifiction Agostino Saccà, cinque attrici in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. Entrambi erano indagati per concorso in corruzione. La decisione è stata presa il 17 aprile scorso.

Il gip ha archiviato anche le posizioni di Stefania Tucci, commercialista, e Giuseppe Proietti, intermediario delle case di produzioni Hbo (americana) e Bavaria (tedesca), a loro volta indagati per corruzione, per l'acquisto di programmi e format avvenuto con pagamento estero su estero. Il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di distruzione delle intercettazioni allegate al fascicolo processuale.

L'inchiesta riguardava la presunta promessa di sostegno finanziario ed economico alla Pegasus, una società istituita da Saccà. Le indagini erano state avviate dal pm della procura di Napoli Vincenzo Piscitelli. Gli atti erano stati successivamente trasmessi a Roma per competenza territoriale.

Il giudice ha accolto la richiesta della procura di Roma (i magistrati Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco e il procuratore Giovanni Ferrara) e le argomentazioni secondo cui non si applica il lodo Alfano. Il pm, inoltre, può chiedere l'archiviazione nonostante sia stata già fissata l'udienza preliminare. Quanto al merito, Saccà "non era da considerare un incaricato di pubblico servizio". Sull'altra vicenda, nessun elemento a sostegno dell'accusa è stato acquisito.

Insomma, quando il Cavaliere, all'epoca capo dell'opposizione, al telefono segnalava all'amico Agostino (Saccà), il nome di Evelina Manna, non aveva commesso alcun reato. Nulla di penalmente rilevante anche quando, sempre al cellulare, sottolineava le qualità professionali di altre "starlette" come Elena Russo, l'ex tronista Vittoria Ferranti o Antonella Troise. "Le conversazioni appaiono irrilevanti", ha scritto la procura nella sua richiesta di archiviazione presentata alla fine di febbraio.

L'esito delle indagini della procura di Roma si fondava su un presupposto fondamentale: Saccà, pur essendo dipendente di una azienda pubblica, ovvero la Rai, non rivestiva, al telefono con Berlusconi, la qualifica di incaricato di pubblico servizio. Nella richiesta di archiviazione veniva spiegato inoltre che non vi è accordo corruttivo in quanto, in sostanza, Saccà e Berlusconi non avevano nulla da scambiare anche in virtù "di un rapporto interpersonale risalente nel tempo".

"Non vi è certezza sull'esistenza di un do ut des - scrivevano i pm - lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e Saccà, che emerge con l'evidenza dall'attività investigativa, era tale da consentire al primo di effettuare segnalazioni al secondo senza dover promettere o ottenere nulla in cambio".

In una intercettazione telefonica del luglio del 2007, tra le prove acquisite dal pm di Napoli, Berlusconi parlando con Saccà diceva: "Sai che poi ti ricambierò quando sarai dall'altra parte, quando tu sarai un libero imprenditore...". Saccà rideva e Berlusconi replicava: "Mi impegno a darti un grande sostegno". Ma per la procura "non si può non rilevare la estrema genericità della asserita promessa corruttiva che emerge da questa telefonata".

(20 aprile 2009)

Fonte: repubblica.it

MENTANA - ANNOZERO- LA NUOVA TENDENZA DI MEDIASET



Essere di tendenza fà tendenza, per questo Mediaset "scende in campo" in primis facendosi portabandiera della tendenza alla non informazione.
"Non informazione" perchè di questo si tratta, non informare appunto, e inpedirla e modificarla sono le armi di tendenza migliori.
Qualcuno sostiene ancora che in RAI non c' è una dittatura?

Cgil, il sindacato in piazza con oltre 2 milioni di lavoratori



Fonte: www.unita.it

Di Malcom Pagani
Arriva al microfono quando il sole è già alto e nel grande anello è ormai impossibile farsi spazio. E’ determinato, concentrato, diretto. Guglielmo Epifani ce l’ha fatta. Un corteo enorme, una partecipazione spaventosa. La fotografia in carta carbone di un lontano 23 marzo di qualche anno fa. Sono giunti a centinaia di migliaia, da Belluno e da Prato, da Enna e da Napoli. «Non era scontato» dice orgoglioso il segretario generale della Cgil tra gli applausi. Prima di lui hanno parlato studenti e precari, operai e medici. Chiude Epifani, con la consapevolezza che non è il giorno giusto per dimenticare le ragioni dell’adunata. Il lavoro. La crisi. Le risposte che mancano. Gli basta appena nominare Berlusconi, per far sì che i fischi coprano anche il rumore dei tanti elicotteri che volteggiano sulle teste dei manifestanti. «Il governo fa molto meno di quello che serve ma non va bene aspettare che passi la nottata, è da quella che dipende il nuovo giorno. Perché l'esecutivo non ha voluto, non vuole fare di più? Stanziando solo 4 miliardi per fronteggiare la crisi, non percependo l'urgenza di serie politiche industriali, per l'edilizia, per i servizi pubblici, per le piccole e medie imprese ha mostrato disinteresse e sottovalutazione». Quindi, conseguente, la richiesta. «Bisogna aprire un tavolo vero di confronto per affrontare in modo serio, ordinato, coerente, la crisi».

Parole che scaldano l’Italia che prova a resistere, che viaggia da ieri e tornerà a casa solo domani. I cassaintegrati di Pomigliano d’Arco e quelli quasi esclusivamente africani di Afragola, i lavoratori del tessile di Prato, le donne e i bambini che si aggirano con palloncini colorati. La gente distesa sui prati, i volti che di manifestazione in manifestazione, si incontrano nuovamente. Sono le speranze ad essere mutate, in quel caleidoscopio di illusioni tradite che questa stagione governativa propone. Un popolo preoccupato, colorato e comunque composto, «nella migliore tradizione del sindacalismo italiano» come suggerisce Antonio Bassolino e conferma Sergio Cofferati, che quando gli chiedono quanto sia diversa la sua stagione da quella attuale frena i confronti e dice soltanto: «Sono iscritto alla Cgil, era ed è il “mio” sindacato».

Mancano Cisl e Uil ed Epifani non lo dimentica: «Abbiamo scelto di stare in campo anche quando gli altri non ci hanno consentito di fare le battaglie che avremmo dovuto intraprendere insieme». Non c’è solo protesta ma una fitta teorie di proposte a controbilanciare: «Bisogna decidere subito di estendere la durata della cassa integrazione ordinaria, per evitare che il passaggio a quella straordinaria voglia dire ristrutturazioni, mobilità, licenziamento dei lavoratori. Investimenti e Mezzogiorno, la possibilità di chiedere il blocco effettivo dei licenziamenti per tutta la durata della crisi, per discutere delle condizioni e del reddito di pensionati, lavoratori e precari. E infine, il tema della lotta all'evasione fiscale e della restituzione del Fiscal drag».

Il segretario della Cgil ha sottolineato che è difficile fare previsioni sulla crisi, «ma se la ricchezza del Paese scenderà davvero del 4% quest'anno, la caduta non potrà essere affrontata né con battute né con misure non all'altezza. Lo dico con il cuore in mano: dietro a queste cifre ci sono milioni di persone e molte imprese. Un calo di queste dimensioni non vuol dire tornare a sei-sette anni fa, ma per molti è un ritorno nel vuoto». Applausi a scena aperta. Grida, piedi che battono sul terreno, abbracci. E’ finita, si sciama verso una primavera crudele, più confortati. La questura parla di 200.000 persone. Erano molte di più. Non è il dato più importante. Fondamentale è lo spirito. Gambe in marcia, cuori pulsanti. Nessuno si rilassi. La Cgil rimarrà vigile: «È stata una delle più grandi e più belle manifestazioni di sempre. Rappresenta quella parte d'Italia che vuole superare la crisi ma che chiede serietà rispetto ai propri problemi, alla propria condizione». Quella ci vuole, insieme a molto altro.

LUTTAZZI: COME BOICOTTARE BERLUSCONI



Immagino che pensiate che sia una cosa pressochè impossibile, e non avete tutti i torti: è impossibile se non coinvolgiamo gli altri. Più si è e meglio è non è solo un detto, tanto per dire, ma il reale funzionamento di molte cose.
Provate a tornare indietro con la storia e vedrete che i grandi ed importanti cambiamenti sono tutti ad opera di movimenti di migliaia di persone. Tutte le conquiste che ci hanno portato alle migliorie della nostra civiltà e della qualità di vita sono state ottenute grazie all' unione.

UNITI PER UN DOMANI, CONTRO MAFIA, DISONESTà, CORRUZZIONE, FALSO IN BILANCIO, USURA, NUCLEARE, DIGITALE TERRESTRE, LODO ALFANO, INDULTO, LEGGE GASPARRI E TUTTI I SOPPRUSI E L' ARROGANZA DI QUESTA CORDATA.

M.D.

LE SOLITE FIGURE DI MERDA DI TRUFOLO