Poggio di Roio (L' Aquila) 9 mesi dopo il terremoto non si muove una foglia... le macerie sono tutte lì, la rimozione è a carico dei cittadini, se non hanno i soldi per rimuoverle è affar loro! Non c'è nessuna ricostruzione in atto, il governo ha speso palate di soldi per nuove costruzioni creando mostri moderni alla modica cifra di 2700 euro al mq. L'Aquila e i suoi comuni limitrofi sono destinati a morire.
Poggio di Roio - Terremoto L'Aquila - 29-12-2009
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La discriminazione dei terremotati
giovedì 23 aprile
AUTORE DEL L'ARTICOLO
Antonio DS
Mi lascia sempre più sconcertato il comportamento di questi politici.
Se vi trovaste per caso soli nel deserto, insieme a un gruppo tra cui alcuni imprenditori e altri lavoratori dipendenti, vi sembrerebbe giusto che i dipendenti avrebbero diritto a metà razione rispetto agli altri?
E’ chiaro che nessuno accetterebbe una cosa simile, ma il nostro governo ha applicato questo principio proprio coi terremotati!
Sul sito del Governo troviamo infatti: "E’ inoltre prevista una indennità di 800 euro mensili a tutti i titolari di rapporti di attività commerciali, produttive, agricole, artigianali e simili, che hanno dovuto sospendere l’attività per gli eventi sismici. La predetta indennità viene riconosciuta anche ai collaboratori coordinati e continuativi in possesso dei requisiti di cui all’articolo 19, comma 2, del decreto legge 185 del 2008".
Mentre successivamente: "Viene inoltre quantificato un contributo per l’autonoma sistemazione alle famiglie sfollate, fino ad un massimo di 400 euro mensili, con un contributo aggiuntivo di ulteriori 100 euro a favore dei soggetti di età superiore ai 65 anni o diversamente abili".
Lo trovate giusto?
Io comincio a provare un po’ di vergogna ad essere Italiano in queste situazioni. La vogliamo scrivere una letterina al Presidente della Repubblica affinchè cancelli questa immonda discriminazione in una situazione di emergenza come quella del terremoto?
L’uguaglianza dei cittadini italiani è diventata proprio un optional ?
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Gruppo Fiat: rosso di 411 milioni € Ricavi in calo del -25,3 per cento

Il gruppo Fiat ha chiuso il primo trimestre 2009 con una perdita netta di 411 milioni di euro superiore ai 300 milioni del consensus degli analisti. Un risultato negativo a fronte di un utile netto di 427 milioni di euro registrato nel primo trimestre 2008.
I ricavi. Il gruppo Fiat ha chiuso il primo trimestre dell'anno con 11,3 miliardi di euro di ricavi, in calo del 25,3% rispetto al primo trimestre del 2008, con volumi in calo in tutti i business.
La discesa, evidenzia la nota, è stata «particolarmente significativa nelle macchine per le costruzioni e nei veicoli industriali». Hanno soprattutto pesato le performance negative di Iveco e Componentistica. I cali del mercato sono stati invece «più contenuti per le automobili e le macchine per l`agricoltura».
L'indebitamento netto industriale del gruppo è salito, nel primo trimestre, a 6,6 miliardi di euro dai 5,9 miliardi di euro di fine 2008, con un assorbimento di cassa più che dimezzato rispetto al primo trimestre 2008 (da 1,5 miliardi di euro a 0,6 miliardi di euro).
La liquidità è aumentata a 5,1 miliardi di euro dai 3,9 miliardi di euro di fine 2008.
Per il resto del 2009 il gruppo si attende «un miglioramento delle condizioni del mercato». Il gruppo del Lingotto conferma di attendersi per la fine dell'anno un risultato della gestione ordinaria del gruppo superiore a 1 miliardo mentre la domanda globale dei suoi prodotti diminuirà del 20 per cento. Rivista al ribasso la stima dell'utile netto di gruppo che ora è atteso sopra ai 100 milioni di euro. Il 22 gennaio scorso erano state comunicate attese per un utile netto di gruppo nel 2009 "superiore a 300 milioni".
Fiat Group Automobiles ha registrato una perdita della gestione ordinaria di 30 milioni di euro a fronte dell'utile di 193 milioni di euro nel primo trimestre 2009. Perdita dovuta ai minori volumi, in particolare nei primi due mesi del trimestre, «parzialmente compensati - spiega una nota dell'azienda - da significative azioni di contenimento dei costi». La perdita della gestione ordinaria è stata per l'Iveco di 12 milioni di euro, in calo rispetto all'utile di 222 milioni di euro del primo trimestre 2008. La Cnh ha riportato un utile della gestione ordinaria di 49 milioni di euro (198 milioni di euro nel primo trimestre 2008).
In flessione anche i ricavi che si attestano a 5,6 miliardi di euro, in calo del 18% rispetto ai primi tre mesi del 2008 «in seguito alla forte contrazione del mercato automobilistico a livello mondiale», con un totale di 464.600 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati (-17,6% rispetto al primo trimestre 2008).
Il trend della domanda è migliorato durante il trimestre, specialmente a marzo dopo l'introduzione, in diversi paesi dell'Europa Occidentale e in Brasile, di incentivi fiscali e alla rottamazione. Con i suoi prodotti dai consumi ridotti e a basso impatto ambientale, Fga ha guadagnato quote di mercato in Germania (al 5,5% dal 3,3%), Francia (al 4,7% dal 4,0%) e in Italia (al 32,2% dal 31,1%). Fiat si conferma leader di mercato in Brasile.
Il titolo Fiat si muove da stamattina in altalena, dopo i risultati trimestrali inferiori al consensus è sceso dai massimi giornalieri ma rimane sostenuto dall'attese sulla trattativa con Chrysler.
23 aprile 2009
L'ascensore sociale si è bloccato
L' ascensione sociale non è per tutti, l' ascensore è in panne e sembra andare solo giù. Ma se vogliamo una vita migliore per i nostri figli sarebbe ora di aggiustarlo.
Un tecnico per questo ascensore però credo che non esista, solo noi possiamo farlo.
Se vogliamo una società migliore dobbiamo fare in modo che tutti si possa studiare, che chi è capace venga messo in condizioni di poter esprimere le proprie capacità.
Si chiamerebbe meritocrazia, cosa difficile da trovare in Italia, dove meno sai fare e meglio è. Le capacità non sono importanti quanto un parente o un' amico nelle alte sfere: la scorciatoia umana.
Chi sà fare è meglio che stia a casa.....
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Terremoto a L'Aquila: il sindaco.
Fonte: www.byoblu.com
Il centro storico dell'Aquila è da abbattere e ricostruire. E questo lo dicono in tanti. I morti, i feriti e gli sfollati sono stati contati, più o meno precisamente. E questo lo dicono tutti. Adesso vi dirò qualcosa che non dice nessuno.
Gli scantinati e i seminterrati del 90% del centro storico erano stati affittati. In nero. Dentro c'erano clandestini, immigrati, extracomunitari. Ammassati come bestie. Ci sono ancora. Centinaia di persone che non risultano all'anagrafe, che non compaiono nelle liste dei dispersi, che non esistono. I proprietari delle case che si sono messi in salvo non ne denunciano la presenza. Non gli conviene. Nessuno li cerca. Nessuno li piange. Da vivi non esistevano, non esistono neppure da morti. Spazzati via di nascosto, come la polvere sotto al tappeto. In fondo, perchè darsi tanta pena per loro? Una tomba ce l'hanno già. E questa volta non gli è costata niente. Gliel'abbiamo data gratis.
All'Aquila sono in molti a saperlo. Ora, lo sapete anche voi.
TERREMOTO: ACCIAIO ELASTICO E CUSCINETTI ANTISISMICI

A CLAUDIA, perchè la tua e le altre morti servano di lezione.
Un terremoto di grado 7, nell'Appennino meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata come Tokyo.
A fare la stima dei possibili danni di un identico sisma in Italia o in Giappone è uno studio di Alessandro Martelli, che insegna "costruzioni in zona sismica" all'università di Ferrara, dirige la sezione "prevenzione rischi naturali" all'Enea ed è presidente dell'Associazione nazionale di ingegneria sismica. "In Giappone un terremoto come quello dell'Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale" dice. "E invece da noi l'applicazione della legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova costruzione viene rimandata in continuazione".
Il "segreto" del Giappone (ma anche di California, Messico, Turchia, Nuova Zelanda) sta in tecnologie come i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l'altro degli edifici più a rischio.
"Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito adottando tutti i dispositivi dell'ingegneria antisismica" sottolinea Rui Pinho, che insegna meccanica strutturale all'università di Pavia ed è responsabile del settore rischio sismico all'European Centre for training and research in earthquake engineering. "Lo provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti provocano danni limitati".
In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi esiste, ed è in mano tra gli altri alla Protezione Civile. Viene però classificato tra i "dati sensibili" e non è reso pubblico. "Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione" spiega Pinho. Secondo cui a subire i danni maggiori durante un sisma sono soprattutto gli edifici in muratura ("Solo il 10% dei palazzi che crollano sono di cemento armato") e l'80% delle strutture edilizie italiane è in grado di uscire indenne da un evento come quello abruzzese. "A crollare per una magnitudo 5 o 6 è lo 0,5% degli edifici" dice l'ingegnere di Pavia. "Una percentuale piccola, eppure l'evento è così disastroso da lasciare difficilmente sopravvissuti".
La "vulnerabilità" degli edifici dell'Aquila, in particolare dell'ospedale San Salvatore, non è passata inosservata nemmeno alle Nazioni Unite. Dopo che un sisma classificato come "di intensità moderata" ha distrutto parte dell'Abruzzo, l'agenzia dell'Onu per la prevenzione delle catastrofi ci ha ricordato il dovere di adottare di più i criteri antisismici. "Costruire un edificio nuovo nel rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di sicurezza è un gesto criminale" ha detto lunedì Pascal Peduzzi, consigliere scientifico dell'agenzia Onu basata a Ginevra "International Strategy for Disaster Reduction". Ieri gli ha fatto eco il direttore dell'Isdr, Salvano Briceno: "Gli ospedali avrebbero dovuto essere rafforzati meglio, riducendo la portata della catastrofe. Si tratta di edifici essenziali, che bisogna rafforzare in modo prioritario". Il San Salvatore "è stato costruito 15 anni fa, quando già si disponeva delle informazioni tecniche" per difendersi dalla violenza delle onde sismiche.
"L'Italia - secondo Pinho - ha una normativa e un livello della ricerca che sono all'avanguardia nel mondo. Il vero punto debole è l'applicazione delle leggi". Per iniziare a costruire le scuole con criteri anti-terremoto, in Italia, c'è voluta la tragedia di San Giuliano. "Quell'istituto, il primo in Italia, ora è stato ricostruito con un isolamento sismico alle fondamenta. Altre 15 scuole attualmente sono in costruzione con la stessa tecnica, di cui sei solo in Toscana" spiega Martelli.
Alle lungaggini della politica, in Italia si sovrappone una storia edilizia lunga e stratificata. "Abbiamo edifici di centinaia o migliaia di anni - sottolinea Giampaolo Cavinato, ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr. "A volte si è ricostruito sulle rovine di edifici distrutti, e perfino capire come sono fatte le fondazioni diventa difficile".
SALVATORE BORSELLINO SCUOTE LE COSCENZE
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Raccolta differenziata in Germania: la mondezza te la pagano...
Raccolta differenziata in Germania
Una semplice ripresa di come si ricicla la plastica in Germania. Li il produttore del prodotto è il proprietario dell'involucro. Quindi deve occuparsi dello smaltimento..
Questi apparecchi riconoscono plastica e vetro e te li pagano dai 10 fino a 20 centesimi.
Ha tutta l' aria di di funzionare. Il sistema è semplicissimo e forse è proprio quì che stà la difficoltà più grossa per noi. Da ciò dovrebbero prendere spunto i nostri politici, che sicuramente rimarranno estrrefatti.....o no?
Effetti collaterali della globalizzazione: Economia al collasso
ECONOMIA AL COLLASSO
"Il capitalismo è in agonia, a pagare il conto saremo sempre gli stessi."
Questo è l' inizio del video e voglio lasciare a voi il piacere di scoprire il resto.
Un solo piccolo anticipo, alcune frasi e/o parole chiave che non mi è stato possibile ignorare:
..............NOI IMPORTEREMO POVERTA'..............
..............GLOBALIZZAZIONE...........................
.............RICAPITALIZZAZIONE.......................
...IL SUPERFLUO COSTA MENO DEL NECESSARIO......
..........DEI PAZZI ILLUMINATI..............
10 MILARDI IN + IN UN ANNO DALLE TASCHE DEGLI ITALIANI!!!!!!!!!!
Queste sono tutte parole del Ministro Tremonti, belle parole se dette per trovare le soluzioni giuste, per arrivare a conclusioni costruttive che portino ad una ripresa.
Invece il caro Ministro lascia intendere che conosce anche i nomi dei "pazzi illuminati" che hanno provocato tutto ciò, o se preferite, che hanno perseguito i punti pilota di una strategia economica super fallimentare, portandoci allo stato attuale dei fatti.
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